venerdì 20 novembre 2009

Capitolo 3 - telefonate e fiammelle

oggi, tornando a casa, ho avuto un momento... strano.
erano si e no le 17, in una Giambellino come al solito incasinata, io reduce da una giornata, e da una settimana pesante e con la testa piena di ronzii.
Ero stanca, e mettevo via i soldi che avevo appena prelevato (ero pure rimasta intrappolata nel bancomat, andato in tilt), ed ecco che mi suona il cellulare.
Era tutta la settimana che questa persona cercava disperatamente di chiamarmi.
Chiamava alle ore più normali, ma per me più assurde. A ora di pranzo mentre facevo lezione, e richiamavo quando lui o cenava, o aveva altro da fare.
Insomma, questa persona, che un tempo era una presenza autoritaria ma evanescente nella mia vita, mi telefona.
"Ciao, parlo con Stefania? Ciao.. volevo sentire come stavi. tutto bene? settimana scorsa ho visto di sfuggita una ragazza uguale a te in piazza... l'ho inseguita e non eri tu, ma ti ho pensato."
Così ha attaccato quella telefonata strana, telefonata che non mi aspettavo.
Sorridevo mentre attraversando quel dannato incrocio incasinato, me lo immaginavo come un padre un po' nostalgico, che rincorre una sconosciuta credendo che sia la figlia.
Ma non sono sua figlia. Al massimo una ex dipendente.
Mi fa piacere però, e gli racconto, gli sbrodolo tutto, senza neanche accorgermene.
Inizio a parlare e non mi fermo più finchè non sa tutto quello che ora provo, che sto vivendo. Mai parlato con lui così.
Non è durata tanto la conversazione, ma mi ha fatto scattare qualcosa dentro.
Ho chiuso il telefono, e mentre camminavo.. non so, lo facevo con più lentezza.
E sorridevo.
Sì, in quella telefonata ho capito una cosa.
Che finalmente sorrido.
Sorrido nel senso che c'è una fiammella nel mio cuore ultimamente, che continua a ondeggiare allegra.
Se prima c'erano guizzi di fiammiferi, che scaldavano ma si spegnevano in fretta, è un periodo che, non so, mi sembra di vivere finalmente alla luce del giorno.
Una luce non sempre di sole sereno, e neppure d'estate calma e piatta. Anzi più di tempesta, di pioggia, grigio e nebbia, come quella che mi avvolge.
Ma vedo finalmente, e vedo chiaro.
E camminando per strada mi godo i pensieri che vorticano stanchi, osservo le persone che corrono prima che il giorno muoia, mentre io, semplicemente cammino.
E penso che si, ora sono felice.

2 commenti:

  1. Dimmi solo se la chiamata c'è stata veramente e se ho capito. Barra con una crocetta: sì? no?
    Cmq bello il post. Vivido. Mi piace.
    E sono contenta per te. Mi spiace solo di essermi persa questa nuova Stefania spensierata.
    BACIO

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  2. certo che c'è stata veramente. un po' surreale come cosa vero? Ma mi piacciono questi fatti surreali.
    E mi piace pensarci dopo un weekend così bello, come quello che ho passato.
    :)
    Non te la stai perdendo. ho fatto il blog apposta per non fartela perdere.
    e poi vedi di informarti per capodanno.

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