martedì 24 novembre 2009

Ocra - Sospetto

“mamma mi compri quella lamboba?” mi guarda, mi guarda con quegli occhi grandi come nocciole, Giuditta. E sorride aprendo quelle fossette da angelo, sapendo che non posso resisterle. Sembra non se ne sia neanche accorta, e mantiene quella posa irresistibile, tenendosi le mani e dondolandosi un po’.
“cosa, amore?” mi inginocchio quasi davanti a lei, col viso preoccupato non tanto per la richiesta ma proprio per le parole che deve ripetere, ma lei non ci casca,
“La bambola, mamma, la bambola! Daii me la compri?” si corregge, in quella frase quasi da adulta, come se fossi io la piccola che non capisce e lei la mamma impaziente.
“Va bene Gioia..” ma già non penso più alla bambola, e la compro e gliela passo senza farci quasi caso. Penso a quella fottuta parola.
Siamo appena uscite dall’ospedale, dopo la visita della logopedista. E’ stata brava la mia Giù, non ha fatto capricci e ha portato pazienza in quello studio dall’odore di disinfettante, a ripetere quelle strane filastrocche.
E adesso, appena uscite, ecco che ricomincia. Continua, continua a sbagliare senza rendersene conto.
Come cazzo fa, Luca, a non rendersene conto? come fa a non vedere, lui che è suo padre?
Sono stata io a insistere, a fargli notare ogni piccola stranezza della bambina, a discutere, a incazzarmi fino a piangere. A supplicarlo di portarla almeno a una visita.
All’inizio era scettico, e quando smettevamo di litigare mi abbracciava, sussurrandomi all’orecchio “vedrai che non è nulla, che divenderà una maestra di italiano, anzi.. non preoccuparti così senza motivo, su..”
E io volevo, fingevo, mi illudevo di credergli, ma questa larva di mosca ricominciava a mangiarmi il cervello e lo stomaco, appena risentivo Giuditta sbagliare.
Le accarezzo i capelli, affondando la mano nei ricci scuri mentre la spingo dolcemente verso il parcheggio, mentre i pensieri girano a vuoto come un disco rotto.
E lei, che le basta una bambolina per essere felice, alza il faccino e mi guarda.
Nella borsa ho ancora la busta del referto, anche se l’esito della dottoressa già continua a gravitarmi in testa
“La sua bambina presenta in effetti dei lievi difetti a livello linguistico. Potrebbero essere sintomo di una disfunzione ascrivibile a una dislessia, ma è troppo presto ancora per essere sicuri. Ha ancora 5 anni e, forse, col tempo, migliorerà...”
Il viso della dottoressa li era diventato come di gomma, evitava gli sguardi e si passava le dita grasse sulla fornte sudata. Come a coprirsi...
Sento ancora quella sensazione, come un anello di freddo che mi stringe lo stomaco e le punte dei polmoni, se ci penso. Vorrei crederle, ma non riesco.
Stringo intanto le cinture al seggiolino della bimba “sali Gioia mia, andiamo a casa!”
e lei sale, obbediente, agitando le mollette rosa che ha in testa e canticchiando una canzone dell’asilo.
“Se mei selice salamai, battilemani... “ inventandosi tutte le parole, perchè dopo un anno che la cantano sempre tutti assieme, non le ha ancora imparate.
Salgo in auto, sentendomi stanca e confusa. E accendo il motore, mentre i miei dubbi si mescolano alla canzone strampalata, come in vortici senza fine.



Stefania Povolo
copywriting e nuovi linguaggi
Sospetto

2 commenti:

  1. Ohi bimba....ci sai fare con questi raccontini dai mood variopinti. Questo mi è piaciuto proprio. Delfitto sarebbe fiero di te. E anch'io lo sono. Quando hai qualche lavoro interessante da farmi vedere, dei progetti super mega fichi che fate all'hdemia, mandami link, allegati e menate varie che li guardo più che volentieri. Ok?
    BAOIC....oops, BACIO :P

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  2. oggi in treno ho trovato un moccioso che studiava sul Graffi Scalise, a proposito di linguistica! volevo quasi attaccare bottone! :P
    Sono contenta sia piaciuto anche a te! a lezione di racconto breve sto raccogliendo le mie piccole soddisfazioni. :)
    mi piace sentire il silenzio assoluto mentre finisco di leggere, e le facce di quelli che sono ancora immersi nel racconto.
    BRIVIDIII!
    Questi sono tutti raccontini richiesti dal professore: lui ci diceva il mood e noi in una settimana dovevamo scrivere il racconto.
    Per ora altri progetti supermegafighi... non ne facciamo. :(
    By the way... rimanete collegati, madame e messeri! :P
    Baci piccina!

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