ieri pomeriggio stavo tornando come al solito a Milano.
Ero nel solito regionale da verona delle 4 e 40, con il caldo umido dell'aria viziata, il casino dei posti tutti occupati e la sera che lenta calava fuori dai finestrini.
Come al solito la mia voglia di tornare era sotto le scarpe, ancora piena della luce e dei colori delle mie montagne, così mi ero sprofondata nel mio telefilm preferito, cacciandomi le auricolari ben bene nelle orecchie.
Non volevo scocciatori quel viaggio, e quella signora dai capelli grigi seduta davanti a me che sorrideva minacciava seriamente di esserlo.
Ci sono volte in cui è bello parlare con perfetti sconosciuti, e condividere quei pochi momenti assieme, ma quello non era uno di quei momenti.
La signora tenta qualche umile approccio,che ore sono, quando arriva a varese, lei dove va.. e le rispondo, cortese ma ferma, con un sorriso disponibile da "mi fa piacere darle informazioni ma poi non rompa più, grazie".
e lei abbocca, tanto che inizia a parlare fitto fitto con il vicino di posto.
Così continua, mentre i chilometri scorrono, la luce si spegne e i telefilm finiscono.. e lei parla parla e parla. E mi incuriosisce.
Così chiudo tutto e osservo un po' impietosita il ragazzo suo interlocutore.. e li capisco che è straniero e non capisce praticamente una cippa. Rido dentro di me.
Lei è troppo, troppo contenta di parlare, e si confida contenta come una bambina, e parla di dio e di bene, e di figlio e di futuro...
L'etichetto subito, implacabile come predicatrice di qualche setta.
Sono gelida, lo so, ma ormai ne ho viste tante.
Le inizia a parlare con me.
Vuole regalarmi una medaglietta di madonna, e insiste tanto con quell'oggetto minuscolo che acetto.
che sarà mai.
Tendo il braccio e lei mi appoggia il chicco di metallo nella mano, poi fulminea ci ripensa, e mi fa scivolare sul polso un braccialetto.
Mi scosto, infastidita, ecco il trucco, penso mentre sfilo il braccialetto e lei
"no no tienilo non lo voglio indietro, e tuo e a me non serve. Serve a te"
"come serve? no no signora non posso, veramente. glielo appoggio qui."
Sono ferma, non lo voglio e mi pesa quasi fastidioso tra le dita. Ma lei mi guarda, mi fissa con quegli occhi chiari, e convinta continua
"tienilo, non ti serve ora, ma quando ti servirà, capirai. cosa sono quelle?"
e li la destra dove tenevo il braccialetto perde convinzione, e la avvicino a me, scorrendo tra le dita le sfere bianche, sempre più dubbiosa e... spaventata.
"perle. perchè? e a cosa dovrebbero servirmi delle perle? non mi servono.."
"e cosa sono le perle? da dove vengono? sono malattie, difficoltà dell'ostrica, che per combatterle le fa sue e le fa preziose.. e poi?"
"poi cosa?"
poi non la seguo già più.. attratta e rassicurata dal suo fare trasparente, ma ho ancora paura. Paura di qualcosa che non capisco.
"poi arriva il pescatore, che sei tu... che devi trattenere il respiro e buttarti, e prendere la tua ostrica e aprirla"
Mi parla tranquilla come una bambina, e poi scuote la testa
"ma basta che ti ho detto anche troppo e poi ti suggestioni. solo tu contale e poi vedrai che ti serviranno."
lo dice tranquilla, senza arie strane o mistiche, senza volermi spaventare.
Come se parlasse di come usare un ingrediente esotico o di leggere un libro che anche lei non ha ben capito.
Io le chiedo, ancora, cosa vuole da me, perchè, cosa dovrei imparare da questo...
per capire dove vuole andare.
Ho conosciuto troppi maestri di religione per non capire cosa vogliono e dove vanno, e volevo riuscire a capire quella signora, che continuava a sgusciarmi via.
Pazza o santona?
ma lei mi guarda e scuote la testa
"io? io semino. semplicemente. Dio mi ha dato un dono, ed è quello di seminare. Non posso insegnare o consigliare nulla, io, sono una vecchia e un po' matta, ma chiedo e mi interrogo, e so che dovevo darti il braccialetto. tutto qui. è strano, lo so, ma prendimi come una vecchia pazza e abbi fiducia in te, che poi se veramente ho seminato qualcosa, germoglierà. Hai davanti un cammino lungo e pieno di ostacoli, ma è come un parco giochi e tu devi tornare bambina, e giocare con Lui. che non da mai ostacoli che non puoi superare.
La prima delle perle l'hai già capita, in queste questioni non ci sono maestri,il maestro è solo uno.
Che ti guiderà e ti insegnerà se avrai buon senso per imparare"
Non sapevo se voler parlare ancora o se scappare via. So quanto posso essere suggestionabile, ma non mi era mai successa una cosa del genere. Stringevo quelle perle cercando di rimanere impassibile, ma non ci sono riuscita. impossibile.
Finalmente milano, con il cuore e la testa in subbuglio da qualcosa che era ben oltre le parole.
saluto e ringrazio, cortese e pacata al mio solito, e scendo dal treno.
E sollevo gli occhi.
La stazione è diversa, la stazione è senza colori..
Hanno tolto l'immenso cartellone della campari che credevo ormai parte del paesaggio.
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